GIOVEDÌ SANTO (MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE)
Colore liturgico: Bianco
INVITATI AL «CONVITO NUZIALE» DELL'AMORE
Entriamo nel Triduo Pasquale celebrando la Cena del Signore, «convito nuziale del suo amore» (Colletta). È detta ultima, perché non ve ne sono "altre": la liturgia ci rende contemporanei all'unico eterno atto d'amore con cui Gesù, la notte in cui veniva tradito, ha consegnato tutto sé stesso per la sua Chiesa-umanità amando i suoi fino alla fine (Vangelo), anticipando e rivelando il senso della sua passione, morte e risurrezione. «Quale sposo muore per la sua sposa se non il Signore nostro Gesù Cristo? Chi ha mai dato il suo sangue come dono nuziale?» (Giacomo di Sarug). Il Maestro viene nel Cenacolo con le "insegne regali dell'amore": l'umile servizio e la carità fatte sacramento. Il pane diviene suo Corpo, il calice colmo del frutto della vite suo Sangue, la mensa pasquale altare dove il vero Agnello è immolato (I Lettura). La sua offerta d'amore chiede il nostro pieno coinvolgimento: «Fate questo in memoria di me». Ecco che cosa annunciamo ogni volta che mangiamo questo pane e beviamo al calice nell'Eucaristia (II Lettura), partecipi della nuova ed eterna alleanza dove Sposo e Sposa non sono più due, ma un'unica e indivisa realtà.
d. Luca Fallica
Sorelle Clarisse
,
Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)
| 1. | Al tempo di lasciarci, a cena con i suoi la vita sua per sempre ci donò: «Nel segno dell'amore mangiate questo pane: è il corpo mio che è dato per voi». |
| 2. | L'amore non ha tempo, la morte non lo vince; il seme che è gettato fiorirà: «Nel segno dell'amore bevete questo vino: è il sangue mio versato per voi». |
| 3. | E noi, nella memoria del gesto suo fraterno, quel dono sull'altare riceviamo: amiamoci l'un l'altro, come ci ha amati lui: domani un nuovo giorno sarà. |
| 1. | Guardiamo a te che sei Maestro e Signore: chinato a terra stai, ci mostri che l'amore è cingersi il grembiule, sapersi inginocchiare c'insegni che amare è servire. |
| Rit. | Fa' che impariamo, Signore da te, che il più grande è chi più sa servire, chi si abbassa e chi si sa piegare, perché grande è soltanto l'amore. |
| 2. | E ti vediamo poi, Maestro e Signore, che lavi i piedi a noi, che siamo tue creature; e cinto del grembiule, che è il manto tuo regale, c'insegni che servire è regnare. |
| 1. | È giunta l'ora, Padre per me. Ai miei amici ho detto che questa è la vita: conoscere te e il Figlio tuo, Cristo Gesù. |
| 2. | Erano tuoi, li hai dati a me; ed ora sanno che torno a te; hanno creduto: conservali tu nel tuo amore, nell'unità. |
| 3. | Tu mi hai mandato ai figli tuoi, la tua parola è verità. E il loro cuore sia pieno di gioia: la gioia vera viene da te. |
| 4. | Io sono in loro e tu in me: che sian perfetti nell'unità; e il mondo creda che tu mi hai mandato, li hai amati come ami me. |
Antifona d'ingresso
Non ci sia per noi altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (Gal 6,14)
Celebrante - Nel nome del Padre e del Figlio e
dello Spirito Santo.
Assemblea - Amen.
Atto penitenziale
C - Oggi, celebrando la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.
Breve pausa di silenzio.
Tutti -
Confesso a Dio onnipotente
e a voi, fratelli e sorelle,
che ho molto peccato
in pensieri, parole, opere e omissioni,
(ci si batte il petto)
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria
gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle,
di pregare per me il Signore Dio nostro.
C - Dio onnipotente abbia misericordia di noi,
perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
A - Amen.
C - Signore, pietà.
A - Signore, pietà.
C - Cristo, pietà.
A - Cristo, pietà.
C - Signore, pietà.
A - Signore, pietà.
Gloria
GLORIA A DIO NELL'ALTO DEI CIELI
e pace in terra agli uomini, amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo,
ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il santo, tu solo il Signore,
tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
C -
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa' che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
A - Amen.
Es 12,1-8.11-14 - Prescrizioni per la cena pasquale.
Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d'Egitto:
«Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d'Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d'Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne"».
Parola di Dio
A - Rendiamo grazie a Dio.
Sal 115 (116)
R. Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.


Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
R.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
R.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
R.
Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
1Cor 11,23-26 - Ogni volta che mangiate questo pane, annunciate la morte del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio
A - Rendiamo grazie a
Dio.
| Rit. | Gloria e lode a te, o Cristo. Vi do un comandamento nuovo, amatevi come io vi amo. |
Gv 13,1-15 - Li amò sino alla fine.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Parola del Signore.
A - Lode a te o Cristo.
C - Nell'ora suprema dell'amore, il Signore Gesù ha consegnato tutto sé stesso istituendo il sacramento dell'Eucaristia perché, intimamente uniti a lui, vivessimo il comandamento nuovo dell'amore.
Lettore - Grati per questo dono, imploriamo:
R.
Maestro, insegnaci il tuo amore.
1. Benedici, santifica e custodisci la tua Chiesa: il tuo amore la consacri totalmente al servizio della carità per la salvezza e per l'unità di tutto il genere umano. Preghiamo:
2. Ispira, secondo il tuo volere, le intenzioni dei politici e dei governanti: accresci in loro il desiderio del bene per la pace e l'unità tra le nazioni. Preghiamo:
3. Sii rifugio ai poveri, conforto agli ultimi, sostegno ai deboli, salvezza ai peccatori: ognuno sperimenti la tua misericordia e il tuo perdono senza limiti. Preghiamo:
4. Trasforma tutti noi che partecipiamo a questa santa Cena: lo stesso dono d'amore che riceviamo nel sacramento eucaristico divenga vita nella carità fraterna. Preghiamo:
R.
Maestro, insegnaci il tuo amore.
Intenzioni della comunità locale.
C - Signore Gesù, accogli le suppliche che ti rivolgiamo, perché siano in te un corpo solo coloro che hai voluto unire per sempre al tuo sacrificio d'amore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
A - Amen.
| 1. | Guardiamo a te che sei Maestro e Signore: chinato a terra stai, ci mostri che l'amore è cingersi il grembiule, sapersi inginocchiare c'insegni che amare è servire. |
| Rit. | Fa' che impariamo, Signore da te, che il più grande è chi più sa servire, chi si abbassa e chi si sa piegare, perché grande è soltanto l'amore. |
| 2. | E ti vediamo poi, Maestro e Signore, che lavi i piedi a noi, che siamo tue creature; e cinto del grembiule, che è il manto tuo regale, c'insegni che servire è regnare. |
| 1. | Al tempo di lasciarci, a cena con i suoi la vita sua per sempre ci donò: «Nel segno dell'amore mangiate questo pane: è il corpo mio che è dato per voi». |
| 2. | L'amore non ha tempo, la morte non lo vince; il seme che è gettato fiorirà: «Nel segno dell'amore bevete questo vino: è il sangue mio versato per voi». |
| 3. | E noi, nella memoria del gesto suo fraterno, quel dono sull'altare riceviamo: amiamoci l'un l'altro, come ci ha amati lui: domani un nuovo giorno sarà. |
| 2. | Avanzavi nel silenzio fra le lacrime e speravi che il seme sparso davanti a te cadesse sulla buona terra. Ora il cuore tuo è in festa perché il grano biondeggia ormai è maturato sotto il sole puoi riporlo nei granai. |
| Rit. | Offri la vita tua Offri la vita tua come Maria offri ai piedi della croce ai piedi della croce e sarai servo servo di ogni uomo, tu sarai, tu sarai servo per amore, servo per amore sacerdote sacerdote dell'umanità. dell'umanità |
C - Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
A - Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio
a lode e gloria del suo nome,
per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.
Ci si alza in piedi
C -
Concedi a noi tuoi fedeli, o Padre,
di partecipare con viva fede ai santi misteri,
poiché, ogni volta che celebriamo questo memoriale
del sacrificio del tuo Figlio,
si compie l'opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
C - Il Signore sia con voi.
A - E con il tuo spirito.
C - In alto i nostri cuori.
A - Sono rivolti al Signore.
C - Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
A - È cosa buona e giusta.
PREFAZIO DELLA SANTISSIMA EUCARESTIA I
L'Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di compiere l'offerta in sua memoria.
Il suo Corpo per noi immolato
è nostro cibo e ci dà forza,
il suo Sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero di salvezza,
il cielo e la terra si uniscono in un cantico nuovo
di adorazione e di lode,
e noi, con tutti gli angeli del cielo,
proclamiamo senza fine la tua gloria:
Santo, Santo, Santo,
il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
MISTERO DELLA FEDE (CANTO DI ANAMNESI)
| 1. | Mistero della fede. Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta. |
| 2. | Mistero della fede. Tu ci hai redenti con la tua croce e risurrezione: salvaci, o Salvatore, salvaci, o Salvatore, o Salvatore del mondo. |
«Questo è il mio Corpo, che è per voi;
questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue»,
dice il Signore.
«Ogni volta che ne mangiate e ne bevete,
fate questo in memoria di me». (Cf. 1Cor 11,24-25)
Oppure:
Il Signore Gesù, sapendo che era venuta la sua ora
di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò fino alla fine. (Gv 13,1)
Terminata la distribuzione della comunione, si lascia sull'altare la pisside con le particole per la comunione del giorno seguente; la Messa si conclude con l'orazione dopo la comunione.
| 1. | Seme gettato nel mondo, Figlio donato alla terra, il tuo silenzio custodirò. In ciò che vive e che muore vedo il tuo volto d'amore: sei il mio Signore e sei il mio Dio. |
| Rit. | Io lo so che Tu sfidi la mia morte, io lo so che Tu abiti il mio buio. Nell'attesa del giorno che verrà resto con Te. |
| 2. | Nube di mandorlo in fiore dentro gli inverni del cuore è questo pane che Tu ci dai. Vena di cielo profondo dentro le notti del mondo è questo vino che Tu ci dai. {{*Rit.*}} |
| Fin. | Tu sei Re di stellate immensità e sei Tu il futuro che verrà, sei l'amore che muove ogni realtà e Tu sei qui. Resto con Te. |
STAVANO PRESSO LA CROCE (CANDIDATI 1993)
| 1. | "Grazie" a te cantiamo: Signore, ci hai voluti alla tua sequela e, con coraggio, ti seguiremo. No... non ti rinnegheremo, staremo per sempre accanto a te! |
| Rit. | "Un'ora con me resterete a vigilar voi tutti che dite... morire per me?" Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amiamo e presso la tua croce noi resteremo, per sempre, accanto a te! |
| 2. | "Grazie" a te cantiamo: Maria ci hai donato come nuova madre. Ci sosterrà quando la tua croce noi vorremmo abbandonare tradendo, lasciando - solo - te! |
| 3. | "Grazie" a te cantiamo: ci doni la tua Chiesa come nostra casa e fedelmente vi abiteremo per gridare a tutto il mondo che sempre tu resterai con noi! |
E LO CREDEMMO ABBANDONATO DA DIO
| 1. | L'ultima sera trascorsa coi suoi prima di andare a morire per noi. Egli giurò che neppure la morte ora ci avrebbe divisi da lui. Poi lo vedemmo in ginocchio tra noi che ci pregava di amare così - con l'umiltà di chi vuole servire - nella memoria del gesto di lui. E noi a chiederci, tristi, perché ci ripeteva sereno che ormai egli doveva lasciarsi tradire e poi andare a morire da solo. |
| Rit. | Ora ti chiedo umilmente, mio Dio, di perdonare il mio cuore insicuro: dammi la forza di accogliere ancora la tua parola e il tuo gesto d'amore. |
| 2. | Dopo aver detto, nell'ultimo addio, di non avere paura per lui, fu trascinato davanti al giudizio - fino alla morte - nel nome di Dio! E lo vedemmo - lontani da lui - dire per l'ultima volta "mio Dio": poi, nel silenzio, ci siamo lasciati ed avevamo paura per noi. E poi a chiederci, tristi, perché s'era lasciato morire così senza colpire la mano dell'uomo che aveva avuto paura di Dio. Quando poi venne di nuovo tra noi in quel momento soltanto, con lui, noi comprendemmo che forza di Dio è solo quella che dona la vita. Rit. |
| 1. | Mistero della cena è il corpo di Gesù. Mistero della croce è il sangue di Gesù. E questo pane e vino è Cristo in mezzo ai suoi. Gesù risorto e vivo sarà sempre con noi. |
| 2. | Mistero della Chiesa è il corpo di Gesù. Mistero della pace è il sangue di Gesù. Il pane che mangiamo fratelli ci farà. Intorno a questo altare l'amore crescerà. |
| 1. | Guardiamo a te che sei Maestro e Signore: chinato a terra stai, ci mostri che l'amore è cingersi il grembiule, sapersi inginocchiare c'insegni che amare è servire. |
| Rit. | Fa' che impariamo, Signore da te, che il più grande è chi più sa servire, chi si abbassa e chi si sa piegare, perché grande è soltanto l'amore. |
| 2. | E ti vediamo poi, Maestro e Signore, che lavi i piedi a noi, che siamo tue creature; e cinto del grembiule, che è il manto tuo regale, c'insegni che servire è regnare. |
| Rit. | Dov'è carità e amore, qui c'è Dio. |
| 1. | Ci ha riuniti tutti insieme Cristo amore: godiamo esultanti nel Signore! Temiamo e amiamo il Dio vivente, e amiamoci tra noi con cuore sincero. |
| 2. | Noi formiamo, qui riuniti un solo corpo; evitiamo di dividerci tra noi: via le lotte maligne, via le liti! E regni in mezzo a noi Cristo Dio. |
| 3. | Chi non ama resta sempre nella notte e dall'ombra della morte non risorge; ma se noi camminiamo nell'amore, noi saremo veri figli della luce. |
| 4. | Nell'amore di colui che ci ha salvato, rinnovati dallo Spirito del Padre, tutti uniti sentiamoci fratelli e la gioia diffondiamo sulla terra. |
| 5. | Imploriamo con fiducia il Padre Santo, perché doni ai nostri giorni la sua pace: ogni popolo dimentichi i rancori ed il mondo si rinnovi nell'amore. |
| 6. | Fa' che un giorno contempliamo il tuo volto nella gloria dei beati, Cristo Dio; e sarà gioia immensa, gioia vera: durerà per tutti i secoli, senza fine! |
| 7. | Sommo bene Iddio Signore ci ha donato tra gli uomini inviando il suo amore, in cui ha compimento il patto antico, e nel quale noi vediamo la nuova legge. |
| 1. | Nella memoria di questa passione noi ti chiediamo perdono, Signore, per ogni volta che abbiamo lasciato il tuo fratello soffrire da solo. |
| Rit. | Noi ti preghiamo, uomo della croce, Figlio e fratello, noi speriamo in te. (2 volte) |
| 2. | Nella memoria di questa tua morte noi ti chiediamo coraggio, Signore, per ogni volta che il dono d'amore ci chiederà di soffrire da soli. |
| 3. | Nella memoria dell'ultima cena, noi spezzeremo di nuovo il tuo pane; ed ogni volta il tuo corpo donato sarà la nuova speranza di vita. |
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME (CANDIDATI 2004)
| 1. | Quando nell'ultima cena, Signore, spezzando il pane ti desti a noi, ecco aprimmo i nostri occhi, vedemmo il tuo immenso amore, credemmo alla tua voce che diceva: |
| Rit. | Questo è il corpo che è dato per voi questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue ch'è versato per voi fate questo in memoria di me. |
| 2. | Quando nell'ultima cena, Signore, versando il vino, ti offristi a noi, ecco svelasti il gran Mistero, il dono di un'Alleanza nuova, per sempre stabilita con noi. |
| 3. | Ora anche noi, tuoi figli amati, saremo dono per ogni uomo, prendici e guida i nostri passi, dovunque il tuo Spirito ci porti, saremo la tua voce che dice: |
| Fin. | Non temete sarò sempre con voi e portate il vangelo nel mondo ogni uomo riconosca il mio amore fate questo in memoria di me. |
C -
Padre onnipotente,
che nella vita terrena
ci nutri alla Cena del tuo Figlio,
accoglici come tuoi commensali
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
Reposizione del SS. Sacramento
Dopo l'orazione, il sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare, pone l'incenso nel turibolo, si inginocchia e incensa per tre volte il Santissimo Sacramento; quindi, indossato il velo omerale, prende la pisside e la ricopre con il velo.
Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, preparato in una cappella convenientemente ornata. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si canta l'inno Pange lingua (eccetto le due ultime strofe) o un altro canto eucaristico.
Giunta la processione al luogo della reposizione, il sacerdote depone la pisside; quindi pone l'incenso nel turibolo e, in ginocchio, incensa il Santissimo Sacramento, mentre si canta il Tantum ergo sacramentum; chiude poi il tabernacolo.
Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i ministri si alzano, genuflettono e ritornano in sacrestia.
Segue la spogliazione dell'altare; se è possibile, si rimuovono le croci dalla chiesa; quelle che rimangono in chiesa, è bene velarle.
Si esortino i fedeli, tenute presenti le circostanze e le diverse situazioni locali, a dedicare un po' di tempo nella notte all'adorazione davanti al Santissimo Sacramento nel tabernacolo. Se l'adorazione si protrae oltre la mezzanotte, si faccia senza alcuna solennità.
A - Amen.
| FS | M | --:--:-- |