Epifania del Signore

Comunità Pastorale di Brugherio

Lovere 2014. "Tornare per ritrovarsi"

LE "CENTENARIE" SULLE ORME DELLE SANTE DI LOVERE

Un gruppo di ex-oratoriane racconta una giornata trascorsa nei luoghi delle fondatrici delle suore di Maria Bambina

Sabato 22 marzo un gruppo di ex-oratoriane dell'Oratorio di Maria Bambina ("Le Centenarie") è partito alla volta di Lovere, sul Lago di Iseo. Guidate da sr Agnese Quadrio, brugherese e suora della Carità hanno rivisto e ripercorso i luoghi simbolo della storia di Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa, fondatrici dell'Istituto delle Suore della Carità, per oltre 100 anni presenti a Brugherio. Ecco il loro racconto e le foto della giornata vissuta insieme.

"Qualche mese fa abbiamo ricevuto un invito speciale, un invito che non ti lascia indifferente, anzi ridà ossigeno alla fiamma che hai nel cuore: Suor Agnese Quadrio, nostra compaesana, ci invita a conoscere le Sante fondatrici della comunità delle Suore di Maria Bambina, santa Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa e ci propone un cammino attraverso i luoghi che le hanno viste crescere e iniziare la loro missione.
Ed eccoci a Lovere: dopo un breve saluto, suor Agnese  ci invita ad abbracciarci, un gesto che potrebbe sembrare banale, ma che in realtà rafforza quell'invisibile legame che per tanti anni ci ha tenute unite. Ognuna di noi ha camminato autonomamente, ma al momento giusto questo legame ci ha dato la possibilità di riprendere a camminare insieme...e proprio camminando per Lovere  riprendiamo il nostro viaggio, per scoprire che possiamo pregare così: possiamo pregare anche coi piedi, camminando. Ascoltando Suor Agnese e il  nostro cuore, seguiamo  in silenzio (che fatica per noi...) questa bella storia.

Tutto inizia dalla Piazza di Lovere, dove la piccola Bartolomea, con la sua mamma  ha modo di osservare attraverso gli occhi di una bambina, il mondo che la circonda: un mondo fatto di povertà e di stenti, di famiglie con tanti bambini che fanno fatica a dar loro qualcosa da mangiare.
Bartolomea è fortunata perché i suoi genitori hanno un  negozio di granaglie e le insegnano la condivisione con i più poveri: e  sarà questa l'impronta che porterà con sé nella sua breve vita.
Le tappe successive ci vedono sotto la finestra della casa dove la mamma Giacomina ha dato alla luce Bartolomea  e il fonte battesimale, dove Bartolomea è nata spiritualmente.

 

E' uno spirito un po' ribelle Bartolomea, ha una personalità  forte, adesso diremmo una "leader" e per riuscire ad incanalare in  modo positivo le energie, la mamma decide di far studiare Bartolomea presso il Collegio delle Clarisse di Lovere. Qui cresce entrando in contatto con persone di una certa cultura e di un certo livello sociale, ma Bartolomea non dimentica la povertà e il disagio che si trovano fuori da quelle mura e appena ne ha la possibilità, apre una piccola scuola per bambine povere presso la sua casa. 

Successivamente fonda un piccolo "oratorio" dove le bambine possono trovarsi per pregare e passare del tempo giocando insieme in un luogo protetto.    Ma l'incontro fondamentale per Bartolomea è quello con Caterina Gerosa (diventata Vincenza), che si occupa già dei poveri della Comunità attraverso la Porta della Carità: la porta della sua casa da dove aiuta numerose famiglie bisognose.
Vincenza appartiene ad una famiglia benestante  e questo le permette, nonostante le avversità della famiglia stessa, di aprire un piccolo "ospitale" dove accoglie, sostiene e cura i malati. Ed è proprio qui che si incontrano. Bartolomea, colpita dallo spirito di abnegazione di Vincenza, propone di fondare un istituto. Acquistano un vecchio caseggiato e lì concentrano tutte le loro opere: la scuola per le bambine di famiglie povere, l'orfanotrofio, le riunioni festive, l'assistenza ai malati.Per motivi giuridici l'Istituto fondato da Bartolomea assumerà  inizialmente le regole dell'Istituto di carità di santa Antida Thouret. Solo anni dopo verrà scritta la regola delle suore di carità, a partire da quanto Bartolomea aveva lasciato nel suo 'promemoria'.

Purtroppo  Bartolomea non riuscirà a gioire di questo riconoscimento poichè morì a soli 26 anni a causa della tisi.
Vincenza proseguirà l'Opera, aiutata dal Parroco di Lovere Don Angelo Bosio che aveva già in precedenza voluto la nascita dell'Istituto. 

Il resto è la nostra storia:l'Istituto delle Suore della Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa (denominazione ufficiale) comunemente chiamate di Maria Bambina, ha come scopo l'istruzione dei giovani, l'assistenza negli ospedali e opere di misericordia. Attualmente è presente con 447 case in Europa, nelle Americhe e in Asia. 

E finalmente torniamo all'Oasi.....questa bella passeggiata ci ha dato tanti elementi  per pensare  alla grandezza dell'opera fondata da Bartolomea.
Nel pomeriggio visitando il Santuario dedicato alle Sante, abbiamo la possibilità di pensare nuovamente a tutto quello che abbiamo ascoltato nella mattinata e siamo tutte concordi nel dire che è stata una giornata carica di emozioni, di belle emozioni, perchè la vita deve essere così: sempre emozionante!   

...e poi sono arrivate le chiacchiere fraterne, che ci hanno portato indietro nel tempo ma ci hanno anche proiettate in avanti, in un futuro luminoso, sotto la protezione delle NOSTRE Sante.

Ed eccoci alla fine della giornata, i nostri volti sorridenti sono il segno che il seme del cambiamento ha già iniziato a dare i suoi frutti......Grazie a tutte per la bella giornata, che resterà per sempre impressa nel nostro cuore.

(ulteriori foto e informazioni su: http://100percentomarybaby.blogspot.it/ )