Epifania del Signore

Comunità Pastorale di Brugherio

Storia S. Albino / S. Damiano - In ricordo di don Iginio

Don Iginio Maggi è nato il 25 febbraio 1921 a Castello sopra Lecco e dopo gli anni del seminario, nel quale entrò alla tenera età di 11 anni, è stato consacrato sacerdote il 29 maggio 1943.
Ha esercitato i primi cinque anni di ministero sacerdotale a Cesano Maderno come coadiutore e responsabile dell’oratorio maschile.
Nel 1948 è stato trasferito ad Arcellasco di Erba, per poi ricevere la nomina a Parroco di S. Albino e S. Damiano, dove è succeduto a don Attilio Bassi.
La sua entrata in parrocchia è avvenuta il 9 giugno 1963 con una celebrazione solenne, come d’uso in quel periodo, della quale è rimasta traccia nell’archivio parrocchiale grazie alla conservazione di un opuscolo appositamente stampato per l’avvenimento.
Stupisce chi non ha vissuto in quegli anni scoprire quale importanza assumesse l’arrivo di un nuovo parroco e con quale cura e attenzione fossero organizzati i festeggiamenti.
Per l’occasione il sacerdote riceveva i saluti formali delle massime autorità ecclesiastiche, a partire dallo stesso Papa.
Don Iginio ha ricevuto infatti la benedizione e gli auguri per un “ministero fervoroso e fecondo” da Sua Santità Papa Giovanni XXIII con un messaggio datato 2 giugno 1963, giorno precedente la morte del pontefice stesso.
Non sono mancati inoltre i saluti del Card. Montini, allora Arcivescovo di Milano e dell’Arciprete di Monza Mons. Rigamonti.
Ma ad impressionare sono sicuramente gli sterminati elenchi delle personalità religiose e civili che componevano il Comitato d’Onore e la schiera dei Padrini, formatisi per dare il benvenuto al nuovo sacerdote.
Nel novero dei primi sono presenti moltissimi sacerdoti provenienti da tutta la Lombardia, fra cui spicca addirittura un Vescovo del Brasile, i sindaci di Monza, Brugherio e molti altri uomini politici fra cui anche due onorevoli.
Fra i padrini invece si iscrivono tutti i rappresentanti delle organizzazioni sociali e religiose della nostra parrocchia e di tutte le altre parrocchie in cui don Iginio è stato sacerdote, per un totale di circa una settantina di persone.
Il programma dei festeggiamenti organizzati copriva addirittura dieci giorni, cominciando con un triduo di preparazione, per proseguire con una serie di cortei e processioni solenni per le vie della parrocchia e terminare con vari spettacoli e momenti di intrattenimento musicale.
Tutta la popolazione era invitata a partecipare celebrando le festività religiosamente, con solennità e ordinatamente.
Con giudizio, diremmo noi, parafrasando il celebre adagio di don Iginio.