Epifania del Signore

Comunità Pastorale di Brugherio

Storia S. Albino / S. Damiano - Le Confraternite a S. Albino

Dal nostro archivio parrocchiale vi proponiamo quanto abbiamo trovato circa le Confraternite e le Pie Unioni createsi nella nostra parrocchia sul finire del 1800. Purtroppo siamo in grado di approfondire gli aspetti organizzativi e peculiari solo per la Confraternita del S.S. Sacramento e per la Pia Unione delle Figlie di Maria, poiché i relativi regolamenti sono gli unici a far parte dell'esigua documentazione esistente a nostra disposizione.
Per Confraternita si intende tutt'oggi un'associazione costituita da laici avente fini di beneficenza o di culto. L'origine di queste organizzazioni si può far risalire ai primi secoli del millennio appena trascorso. Sin dalla loro comparsa sono state intitolate a Santi Protettori che hanno rappresentato un'esperienza di comunione e di partecipazione in campo spirituale e sociale. In un'epoca priva di strutture sociali e di personale specializzato, le opere di misericordia e di carità erano affidate al clero e a persone di buona volontà che con umiltà affiancavano i religiosi nel soccorso dei bisognosi, in applicazione degli insegnamenti del Vangelo. Per difendersi dal contagio di molte malattie infettive queste persone usavano ricoprirsi con sacchi di iuta imbevuti di calce da cui deriva l'origine delle vesti che costituiscono le divise di molte confraternite.
Dai documenti in archivio si apprende che nella nostra parrocchia furono istituite:
- nel diciannovesimo secolo, in un anno imprecisato, la Confraternita della Guardia d'Onore;
- nel 1884 la Pia Unione delle Figlie di Maria, sotto la protezione di S. Agnese, e la Pia Unione dei Luigini, dedicata a S. Luigi Gonzaga;
- nel 1891 la Confraternita del Carmine;
- nel 1900 l'apostolato della Preghiera;
- nei primi anni del 1900 la Confraternita del SS. Sacramento;
- nel 1912 il Terzo Ordine Francescano;
- nel 1914 la Pia Unione delle Madri cristiane;
- nel 1937 la Confraternita della Dottrina Cristiana;
- nei primi decenni del ventesimo secolo la Pia Unione delle Lampade Viventi.
Dal regolamento della Confraternita del SS. Sacramento abbiamo potuto apprendere che il fine di questa associazione, il cui patrono era S. Carlo Borromeo, era quello di "promuovere il culto di N.S Gesù Cristo nella S. Eucarestia per così assicurare meglio la salvezza delle anime". La Confraternita era stata eretta con decreto arcivescovile e potevano farne parte uomini e donne con almeno quindici anni di età. Il parroco ne era il Direttore, mentre al Priore e al Vice Priore spettava il compito di attendere all'andamento regolare delle riunioni e delle funzioni. Il Maestro dei Novizi doveva istruire i nuovi iscritti, mentre il Cancelliere e il Tesoriere si occupavano della parte di gestione del denaro derivante da iscrizioni ed offerte. Infine i Regolatori dovevano dirigere le processioni mentre gli infermieri si occupavano dell'assistenza morale e materiale dei confratelli in caso di malattia.
Doveri di un confratello erano quelli di condurre una vita cristiana esemplare, distinguendosi per amore e la devozione per il SS. Sacramento, ricevere frequentemente la S. Comunione, ascoltare la Messa, visitare quotidianamente Gesù Sacramento, partecipare alle processioni e alle litanie e ovviamente pregare ed esercitare la carità. Annualmente inoltre doveva versare una tassa di iscrizione e procurarsi a proprie spese l'abito distintivo, costituito per gli uomini da una veste bianca, stretta ai fianchi con cingolo rosso, e da una mantellina rossa, e per le donne da un velo nero che copriva capo e spalle. Come vantaggio, chi apparteneva alla Confraternita poteva partecipare alle Indulgenze e a tutti i beni spirituali della Confraternita medesima, avendo diritto all'accompagnamento di tutti i confratelli al suo funerale.
Per quanto riguarda invece il regolamento della Pia Unione delle Figlie di Maria, vi si legge che scopo della Pia Unione era quello di "eccitare le fanciulle cristiane ad onorare, venerare, amare in modo specialissimo la più bella e luminosa tra tutte le virtù della beata Vergine Maria, cioè la sua più che angelica purità, coltivandone insieme lo spirito coi sentimenti del santo timore di Dio e con la pratica della vera pietà". Potevano iscriversi tutte le fanciulle ammesse alla S. Comunione e rimanevano a farne parte finché non si sposavano. Segno distintivo delle Figlie di Maria era la medaglia con nastro posta sempre al collo in pegno dell'amore portato per la Vergine Immacolata.
Ogni Figlia di Maria doveva praticare "la virtù della santa purità, mostrata negli abiti, nel portamento e nella custodia dei sensi", accostarsi ai SS. Sacramenti e alla preghiera quotidiana, "usare un contegno sodo e modesto anche nel conversare, non andare in luoghi pericolosi, non partecipare a balli e divertimenti mondani, non parlare mai da sola con giovani, nonché non uscire mai di casa alla sera dopo l'Ave Maria senza legittimo motivo e senza essere accompagnata". Doveva essere di buono esempio in famiglia con "ubbidienza, sommessione, carità, pazienza e mansuetudine, con amore al lavoro e con l'adempimento perfetto di tutti i doveri religiosi e civili". A tutti questi doveri corrispondeva il privilegio di acquisire le indulgenze a particolari condizioni e in particolari festività.