Epifania del Signore

Comunità Pastorale di Brugherio

Storia di San Bartolomeo

magiLa fondazione della parrocchia San Bartolomeo è datata 15 giugno 1578 ad opera dell’Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo. Egli decise di dar vita a una nuova comunità parrocchiale comprendente i territori a sud est di Monza, che a quei tempi facevano capo alla parrocchia di San Giovanni Battista, perché la notevole distanza rappresentava un evidente ostacolo alla partecipazione alle funzioni religiose. Patrono della nuova parrocchia fu nominato San Bartolomeo, ma il sacerdote Maurizio Giuseppe Campino, nella seconda metà del 1700, sosteneva che a Brugherio “… oltre la festa del Titolare vi si celebra quella dell’Epifania ossia dei tre Santi Magi”.

 

La popolazione si impegnò ad ampliare la sagrestia e la casa del parroco, a dotare la chiesa del fonte battesimale, del campanile con le relative campane, di tutti gli arredi necessari per una parrocchia, di un cimitero. Inizialmente la nuova situazione scontentò molti brugheresi per i pagamenti ritenuti troppo onerosi rispetto alle possibilità contributive della popolazione. Questo malcontento emerse nel 1582, durante l’ultima visita pastorale di San Carlo, quando gli abitanti di San Damiano e Sant’Albino chiesero di non far parte della parrocchia di San Bartolomeo, perché costretti a pagare, cosa che non facevano quando erano parte della ricca parrocchia di San Giovanni. Va aggiunto che la popolazione era distribuita su una superficie piuttosto vasta, costituita per lo più da cascine isolate. Il territorio della parrocchia infatti insisteva, prima dell’unità d’Italia, su sei diversi comuni (Monza, Cernusco sul Naviglio, Sesto San Giovanni, Baraggia, San Damiano, Moncucco). L’unico segno di unità tra la gente era rappresentato proprio dall’appartenenza alla parrocchia. Intorno al 1850 si pose il problema di una nuova chiesa parrocchiale. L’Arcivescovo di Milano, monsignor Romilli, durante la visita pastorale del 1851 verificò che la chiesa esistente era troppo piccola per le tremila persone che risiedevano nel territorio, perciò si decise di abbatterla per costruirne una più grande sullo stesso terreno. Progettata dell’architetto Giacomo Moraglia, fu edificata in poco più di un anno: il 9 ottobre 1855 veniva consacrata la chiesa che ancora oggi noi frequentiamo, che però era più corta, perché la facciata era posta subito oltre le porte laterali. Poco dopo, il 9 dicembre 1866, fu istituito il Comune di Brugherio, i cui confini coincidevano in gran parte con quelli della parrocchia San Bartolomeo. La nuova chiesa parrocchiale e la corrispondenza tra confini religiosi e amministrativi portò a sviluppare nella gente il senso di appartenenza alla comunità. Intorno al 1930 Brugherio contava circa 10.000 abitanti. Durante la visita pastorale del 1937, il Cardinale Ildefonso Schuster suggerì di ampliare la chiesa parrocchiale. Don Camagni accolse l’invito e diede l’incarico all’ingegnere e architetto Leo Sorteni. Nel febbraio del 1938 iniziarono i lavori, che si conclusero a settembre dell’anno successivo. Il 7 ottobre 1939 il Cardinale Schuster consacrò la chiesa ampliata, affermando tra l’altro: “Avete fatto una bella chiesa: è una reggia degna non di un re, ma di Tre Re, dei Tre Santi Re Magi, dei quali conservate le preziose Reliquie”.