Epifania del Signore

Comunità Pastorale di Brugherio

GIOCHI IN ORATORIO

Domenica 26 novembre dalle ore 15.00 giochi, canti e merenda insieme

 

per leggere il volantino clicca qui Clicca qui!

 

“Ma che

cos'è

questo

per voi?”

 

Sante Quarantore 2017

 

Giornate eucaristiche

Comunità Pastorale “Epifania del Signore”

 

23 – 24 – 25 - 25 novembre

Parrocchia San Paolo – Brugherio (MB)

 

 

Giovedì 23 novembre

 

ore 9.00S. Messa segue Esposizione del SS. Sacramento,

- segue adorazione personale fino alle 11.00.

ore 16.00S. Messa al Bosco in Città, breve esposizione e adorazione, benedizione eucaristica

 

ore 21.00S. Messa e adorazione personale nella Chiesa di San Carlo

 

Venerdì 24 novembre

 

ore 16.00Esposizione del SS. Sacramento, segue adorazione personale

ore 16.45  - adorazione comunitaria con i RAGAZZI 1-3 MEDIA

ore 18.00riposizione del SS. Sacramento

ore 18.30S. Messa e benedizione eucaristica

 

ore 21.00adorazione comunitaria per adulti e giovani nella Chiesa di San Bartolomeo.

 

Sabato 25 novembre

 

ore 16.00 - Esposizione del SS. Sacramento

- segue un momento di adorazione con il gruppo CHIERICHETTI

- poi adorazione personale

ore 18.00riposizione del SS. Sacramento

ore 18.30S. Messa e benedizione eucaristica

 

Domenica 26 novembre

 

ore 11.15 S. Messa, adorazione e benedizione eucaristica

 

ore 16.00conclusione comunitaria delle Sante Quarantore nella Chiesa di S. Bartolomeo.

 

SAN PAOLO

AVVISI PARROCCHIALI

 

AVVISI dal 19 al 26 novembre 2017

 

Lunedì 20 novembre

ADORAZIONE EUCARISTICA. Dalle 21.00 alle 22.00: Lunedì Eucaristico in Oratorio S. Giuseppe.

 

Mercoledì 22 novembre

Dalle 17.00 alle 18.00, catechismo QUARTO ANNO (1 media – cresimandi)

La S. Messa alle 18.30

 

23-24-25-26 novembre 2017 ci saranno le

SANTE QUARANTORE\GIORNATE EUCARISTICHE

Gli orari e gli appuntamenti: guarda il manifesto in bacheca.

 

Venerdì 24 novembre

La S. Messa alle 9.00 è SOSPESA

Dalle 16.00 adorazione, segue S. Messa alla 18.30

 

Sabato 25 novembre

Dalle 10.00 alle 12.00, catechismo PRIMO ANNO (2 elementare) e TERZO ANNO (4-5 elementare)

 

Domenica 26 novembre

Dalle 15.00, GIOCHI in Oratorio

 

* il resto dei giorni rimangono invariati per appuntamenti e orari

 

 

Udienza Generale 15 novembre 2017

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo con le catechesi sulla Santa Messa. Per comprendere la bellezza della celebrazione eucaristica desidero iniziare con un aspetto molto semplice: la Messa è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più “concreta”. Infatti è l’incontro d’amore con Dio mediante la sua Parola e il Corpo e Sangue di Gesù. È un incontro con il Signore.

Ma prima dobbiamo rispondere a una domanda. Che cosa è veramente la preghiera? Essa è anzitutto dialogo, relazione personale con Dio. E l’uomo è stato creato come essere in relazione personale con Dio che trova la sua piena realizzazione solamente nell’incontro con il suo Creatore. La strada della vita è verso l’incontro definitivo con il Signore.

Il Libro della Genesi afferma che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il quale è Padre e Figlio e Spirito Santo, una relazione perfetta di amore che è unità. Da ciò possiamo comprendere che noi tutti siamo stati creati per entrare in una relazione perfetta di amore, in un continuo donarci e riceverci per poter trovare così la pienezza del nostro essere.

Quando Mosè, di fronte al roveto ardente, riceve la chiamata di Dio, gli chiede qual è il suo nome. E cosa risponde Dio?: «Io sono colui che sono» (Es 3,14). Questa espressione, nel suo senso originario, esprime presenza e favore, e infatti subito dopo Dio aggiunge: «Il Signore, il Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe» (v. 15). Così anche Cristo, quando chiama i suoi discepoli, li chiama affinché stiano con Lui. Questa dunque è la grazia più grande: poter sperimentare che la Messa, l’Eucaristia è il momento privilegiato per stare con Gesù, e, attraverso di Lui, con Dio e con i fratelli.

Pregare, come ogni vero dialogo, è anche saper rimanere in silenzio - nei dialoghi ci sono momenti di silenzio -,in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo chi è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante! Ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù. E dal misterioso silenzio di Dio scaturisce la sua Parola che risuona nel nostro cuore. Gesù stesso ci insegna come realmente è possibile “stare” con il Padre e ce lo dimostra con la sua preghiera. I Vangeli ci mostrano Gesù che si ritira in luoghi appartati a pregare; i discepoli, vedendo questa sua intima relazione con il Padre, sentono il desiderio di potervi partecipare, e gli chiedono: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Abbiamo sentito nella Lettura prima, all’inizio dell’udienza. Gesù risponde che la prima cosa necessaria per pregare è saper dire “Padre”. Stiamo attenti: se io non sono capace di dire “Padre” a Dio, non sono capace di pregare. Dobbiamo imparare a dire “Padre”, cioè mettersi alla sua presenza con confidenza filiale. Ma per poter imparare, bisogna riconoscere umilmente che abbiamo bisogno di essere istruiti, e dire con semplicità: Signore, insegnami a pregare.

Questo è il primo punto: essere umili, riconoscersi figli, riposare nel Padre, fidarsi di Lui. Per entrare nel Regno dei cieli è necessario farsi piccoli come bambini. Nel senso che i bambini sanno fidarsi, sanno che qualcuno si preoccuperà di loro, di quello che mangeranno, di quello che indosseranno e così via (cfr Mt 6,25-32). Questo è il primo atteggiamento: fiducia e confidenza, come il bambino verso i genitori; sapere che Dio si ricorda di te, si prende cura di te, di te, di me, di tutti.

La seconda predisposizione, anch’essa propria dei bambini, è lasciarsi sorprendere. Il bambino fa sempre mille domande perché desidera scoprire il mondo; e si meraviglia persino di cose piccole perché tutto è nuovo per lui. Per entrare nel Regno dei cieli bisogna lasciarsi meravigliare. Nella nostra relazione con il Signore, nella preghiera –domando -ci lasciamo meravigliare o pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli? No, è fidarsi e aprire il cuore per lasciarsi meravigliare. Ci lasciamo sorprendere da Dio che è sempre il Dio delle sorprese? Perché l’incontro con il Signore è sempre un incontro vivo, non è un incontro di museo. È un incontro vivo e noi andiamo alla Messa non a un museo. Andiamo ad un incontro vivo con il Signore.

Nel Vangelo si parla di un certo Nicodemo (Gv 3,1-21), un uomo anziano, un’autorità in Israele, che va da Gesù per conoscerlo; e il Signore gli parla della necessità di “rinascere dall’alto” (cfr v. 3). Ma che cosa significa? Si può “rinascere”? Tornare ad avere il gusto, la gioia, la meraviglia della vita, è possibile, anche davanti a tante tragedie? Questa è una domanda fondamentale della nostra fede e questo è il desiderio di ogni vero credente: il desiderio di rinascere, la gioia di ricominciare. Noi abbiamo questo desiderio? Ognuno di noi ha voglia di rinascere sempre per incontrare il Signore? Avete questo desiderio voi? Infatti si può perderlo facilmente perché, a causa di tante attività, di tanti progetti da mettere in atto, alla fine ci rimane poco tempo e perdiamo di vista quello che è fondamentale: la nostra vita del cuore, la nostra vita spirituale, la nostra vita che è incontro con il Signore nella preghiera.

In verità, il Signore ci sorprende mostrandoci che Egli ci ama anche nelle nostre debolezze. «Gesù Cristo […] è la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo (1 Gv 2,2). Questo dono, fonte di vera consolazione – ma il Signore ci perdona sempre – questo, consola, è una vera consolazione, è un dono che ci è dato attraverso l’Eucaristia, quel banchetto nuziale in cui lo Sposo incontra la nostra fragilità. Posso dire che quando faccio la comunione nella Messa, il Signore incontra la mia fragilità? Sì! Possiamo dirlo perché questo è vero! Il Signore incontra la nostra fragilità per riportarci alla nostra prima chiamata: quella di essere a immagine e somiglianza di Dio. Questo è l’ambiente dell’Eucaristia, questo è la preghiera.